9 marzo 2005

Terra Futura

Un appuntamento da non perdere per cambiare stile di vita verso la sostenibilità. Firenze, dall'8 al 10 Aprile 2005, ospita la seconda edizione di Terra Futura, convegno-esposizione sul tema dei temi, dibattuto dagli ambientalisti, ma anche dai politici e dagli economisti. Il mondo della produzione e della finanza ha compreso che l'equità sociale e il rispetto dell'ambiente sono valori che pagano anche economicamente. Per questo, promosso da Baca Etica, all'appuntamento toscano si tratta dell'abitare, del produrre, del coltivare, dell'agire e del governare. E' disponibile anche una comoda newsletter per essere informati sul programma degli incontri.

Fonte:ecoblog.it

3 marzo 2005

I Capolavori del Guggenheim

Segnalo l'esclusiva mostra "I Capolavori del Guggenheim", appena iniziata a Roma alle Scuderie del Quirinale.

Si tratta di 83 capolavori dai musei di New York, Bilbao e Venezia.
Picasso, Renoir, Miró, Kandinsky, Monet, Pollock, Cezanne, Mondrian, Léger, Rothko, Ernst, Klee: questi sono solo alcuni dei nomi dei 50 artisti.

Dal 3 marzo al 5 giugno 2005.

Tutte le informazioni utili si trovano sul sito delle Scuderie del Quirinale.
Posted by Hello

2 marzo 2005

Il design degli oggetti

Gli oggetti che ci circondano quotidianamente sembrano catturare la nostra attenzione non più per la loro funzione originaria, ma piuttosto per il design che ci propongono.
Recenti studi hanno dimostrato che la componente estetica, legata al design di un oggetto, influisce in maniera importante sull'individuo che utilizza quell' oggetto. In sostanza è stato dimostrato che un oggetto esteticamente bello, e quindi dal design originale o accattivante, funziona addirittura meglio.
Da diversi anni le aziende che produco oggetti si avvalgono di eccellenti designer, a dimostrazione che un prodotto non deve solo funzionare, ma anche e soprattutto regalare un valore aggiunto.
Un'azienda come "Alessi" per esempio, che produce oggetti per la casa, è riuscita ad imporsi sul mercato grazie agli oggetti particolari che produce, i quali possiedono una precisa funzione, ma anche una forma particolare che li rende divertenti, ironici, accattivanti o semplicemente belli, tanto da far pensare che possiedano una propria personalità.
Un esempio che tutti ricorderanno è il famoso spremiagrumi "Juicy Salif" disegnato dal bravissimo Philippe Starck e prodotto sempre da Alessi. Questo oggetto riesce ad essere seducente sia per la natura della sua forma, che per il materiale di cui è fatto. Si dice infatti che questo oggetto disegnato da Starck, non sia nato semplicemente come spremiagrumi, ma piuttosto come oggetto da mettere in mostra, magari nell'ingresso di casa; non a caso i più curiosi possono trovarne uno in esposizione al Centre Pompidou di Parigi.

Ma perché oggi il consumatore vuole un oggetto che lo coinvolga emozionalmente?

Gli studi e le ricerche intorno alla progettazione di un oggetto, sia che esso sia un cellulare, un pc, un' auto o appunto un oggetto per la casa, si sono sempre più direzionate verso la parte estetica dell'oggetto e dunque intorno alla loro forma.
Le ricerche in campo psicologico, hanno dimostrato che gli oggetti piacevoli rendono contente le persone, le quali conseguentemente tendono a pensare in maniera più positiva e creativa, ed oggi è assodato che il pensiero creativo è fondamentale per lo sviluppo intellettivo dell'individuo.
Possedere un oggetto di design oggi va molto di moda, a dimostrazione anche del fatto che l'oggetto attraverso il suo design assume un significato nuovo, un valore in più, tanto da farlo diventare un'opera d'arte, come lo è un quadro d'autore.
Ecco allora che la ricerca del bello in un oggetto di uso quotidiano, diventa importante. Un oggetto deve saper suscitare un' emozione in chi lo usa, regalando così un piccolo piacere.


Per approfondire l' argomento intorno all'importanza della sfera emozionale di un oggetto consiglio la lettura dell' ultimo libro di Donald A. Norman "Emotional design"edito da Apogeo.



Posted by Hello

25 febbraio 2005

New styling per il blog

Finalmente il nuovo styling di questo blog è arrivato...
Come noteranno gli affezionati al blog, la nuova veste grafica è forse meno brillante della vecchia ma comunque essenziale.
Spero non siate delusi dalle novità.

Oggi vorrei consigliare un sito molto interessante per tutti i curiosi di tendenze e gli amanti del design. Il sito è raggiungibile all'indrizzo www.caymag.com .

Buon divertimento.

18 febbraio 2005

Grupo de rua de Niterói


L'auditorium di Roma ospita in questi giorni e fino al 3 Aprile, "Equilibrio" Festival della nuova danza.
Tra le varie compagnie internazionali presenti, la brasiliana Grupo de rua de Niterói del coreografo Bruno Beltrao, si è esibita nella prima serata del Festival presentando lo spettacolo Do popping au pop ou vice-versa, Hip-hop misto a Break- dance.


Grupo de rua de Niterói è il nome della compagnia creata da Bruno Beltrao, giovane coreografo brasiliano a cui va riconosciuto il merito di aver regalato al pubblico romano una serata di danza creativa e spiritosa, ovvero una danza contemporanea "nuova" come si legge nel titolo dato al Festival che ospita la compagnia: "Equilibrio" Festival della nuova danza.

Beltrao è riconosciuto infatti come l'inventore di una tecnica, in cui l' Hip-Hop si intreccia con la Break-dance, insieme a movimenti che nascono dalla danza contemporanea.
Il risultato è uno spettacolo ricco di inventiva in cui sono presenti momenti carichi di spettacolarità, energia e ironia.

Il gruppo è formato da cinque giovani ballerini, che nello spettacolo presentato nella sala Petrassi dell'Auditorium, hanno ballato tre intense coreografie.
La prima performance del gruppo, Too legit to quit, apre lo spettacolo in maniera divertente, riuscendo a catturare da subito l'attenzione del pubblico, attraverso curiose trovate scenografiche, come per esempio l'utilizzo di cartoncini bianchi posti sul pavimento su cui è scritto il nome e il soprannome di "battaglia" (come si usa nella Break-dance) dei rispettivi ballerini. Oppure sempre con il metodo dei cartoncini, i cinque danzatori riescono a insegnare al pubblico inesperto i nomi delle diverse tecniche di Hip-hop.
Ognuno degli elementi della giovane compagnia è infatti padrone di una tecnica precisa di Hip- hop o Break-dance, come per esempio il Poppping, conosciuto dai più esperti come Electro boogie, la primissima forma di Break-dance che è nata; oppure il Pop o il Top rock, il movimento base della Break-dance.

La seconda parte dello spettacolo è tecnicamente più intensa, con il duo portante della compagnia che presenta Do popping au pop ou vice-versa, e a seguire Io e il mio coreografo nella 63° che chiude lo spettacolo. Si tratta di un assolo in cui uno degli elementi della compagnia si lascia andare a virtuosismi, con la tecnica del Popping.

L'unica pecca da sottolineare a questo gruppo è l'evidente differenza di capacità tecnica tra i diversi ballerini. Gli unici a spiccare tecnicamente, sono due elementi che poi sono gli unici presenti nella seconda parte dello spettacolo, mentre gli altri tre, palesemente meno bravi, sembrano far da contorno all'intero spettacolo. Peccato!
Posted by Hello

17 gennaio 2005

La bottega equo solidale

Riporto un articolo scritto da me, pubblicato sul portale www.terranauta.it .

Non è frequente vederle per le strade delle città, né leggere pubblicità su di loro, eppure le Botteghe equo solidali rappresentano già da diversi anni un’alternativa importante all’ormai saturo mondo del mercato dei beni per il consumo di massa.

La Bottega equo solidale si differenzia da un tradizionale negozio, perché permette al consumatore di effettuare un consumo cosiddetto etico, legato, per l'appunto, al commercio equo e solidale.
Ma cosa significa esattamente commercio equo e solidale - CEES? Si tratta di una modalità di relazione commerciale tra i produttori del Sud del mondo e i consumatori ultimi del Nord, e si pone come alternativa al commercio tradizionale, differenziandosi da esso non tanto per la qualità dei prodotti, quanto, invece, per le caratteristiche del processo produttivo.
Di conseguenza, hanno diritto al marchio che identifica i beni del CEES, quei prodotti alimentari e di artigianato realizzati nei paesi in via di sviluppo e, quindi, venduti nei paesi industrializzati.
In sostanza secondo Fair Trade Federation i produttori che appartengono al CEES, devono possedere alcune caratteristiche peculiari, che contraddistinguono il processo di produzione di un bene, tra cui:

1. pagare un prezzo equo ai produttori locali
2.offrire agli impiegati opportunità di miglioramento
3.la sostenibilità ambientale

Ecco allora che la Bottega rappresenta il canale di distribuzione ultimo di questi prodotti, oltre ad essere il centro di informazione, sensibilizzazione e promozione culturale del consumo socialmente responsabile.
Di Botteghe se ne possono trovare diverse in molte città d’Italia. A Roma per esempio, ne esistono circa cinque, sparse sul territorio urbano. Molto raffinata è la Bottega di Via di Ripetta, nel centro di Roma, accanto a Piazza del Popolo. Qui è possibile trovare oggetti artigianali provenienti dal Vietnam, dal Guatemala. Oppure abbigliamento confezionato dagli artigiani africani e indiani, come anche i tappeti. Ma anche i prodotti alimentari non mancano e soprattutto questi, meritano di essere assaggiati per la loro qualità ottima, provenendo direttamente dal paese in cui nasce la materia prima, di cui sono fatti.
Ecco allora il cioccolato puro dell’Equador e della Repubblica Dominicana, fatto naturalmente con ingredienti del circuito Equo e Solidale, come lo zucchero di canna del Costa Rica. E ancora tisane e tè cinesi, miele messicano e gustosi biscotti dal Brasile.
Nelle Botteghe inoltre sono disponibili servizi come il confezionamento dei cesti regalo, una soluzione quest’ultima, per un regalo intelligente per Natale.Tra altri servizi anche quello della lista di nozze o delle bomboniere.
Visitare una di queste Botteghe, è sicuramente piacevole per la varietà dei prodotti che offrono, e senza dubbio il consumatore potrà scoprire che un altro consumo è possibile: un consumo che rispetta l’ambiente, un consumo etico.Comunemente il commercio equo e solidale è anche chiamato l’Altromercato, il medesimo nome del sito Internet (www.altromercato.it), dove sono disponibili tutte le informazioni sul commercio equo, i prodotti e naturalmente quante e dove si trovano i punti vendita.