17 aprile 2004

Mindstylemagazine.com

Oggi è una giornata uggiosa e non smette di piovere...

Vi invito a visitare un sito curato dal Future Concept Lab, istituto di ricerca diretto dal sociologo Francesco Morace.

L'indirizzo è: www.mindstylemagazine.com

A presto.

13 aprile 2004

Bibliografia essenziale

Vorrei suggerire una piccola bibliografia essenziale, per chi desidera approfondire l'argomento dell'articolo di ieri.
Buona lettura!


Badot O., Cova B., Neomarketing, Editions ESF, Parigi, 1992
Bucci A., L’impresa guidata dalle idee.Management dell’estetica e della moda, Domus Academy, Milano, 1992
Baudrillard J., La società dei consumi, Il Mulino, Bologna, 1976
Campbell C., L’etica romantica e lo spirito del consumismo moderno, Edizione lavoro, Roma, 1992
Castaldo S., Botti S., La dimensione emozionale dello shopping. Una ricerca esplorativa sul ruolo del punto vendita, Economia & Management, 1, 1999
Codeluppi V., Lo spettacolo della merce. I luoghi del consumo dai passages a Disney World, Studi Bompiani, Milano, 2000
Markham J. E., The shopping of the future, Macallan, London, 1998
Micheli S., Progettare negozi. Cinema, restaurant shop, Alinea Editrice, Firenze 1996
Morace F., Previsioni e presentimenti,Sperling & Kupfer, Milano, 2000
No logo, Si luogo, 11 profili per la rivoluzione del retailing, ricerca condotta dal Future Concept Lab, 2001
Riewoldt O., Brandscaping , Birkhauser Publishing Ltd, Basel, 2002
Schmitt B., Experiential marketing, New York, Free Press, 1999
Vercelloni M., Comunicare con l’architettura, Franco Angeli, Milano, 1993


12 aprile 2004

Il Concept Store

Innanzi tutto Buona Pasqua!
Inizia oggi, in un lunedi di Pasquetta, questo blog, che cercherò di rendere interessante e curioso.

Il mio indirizzo email è: luciamazzetti@gmail.com

Questo che segue è un articolo sull'ormai nominatissimo Concept Store.


Il senso delle emozioni nel concept store

Nel ritratto di Dorian Gray , Oscar Wilde attraverso le parole di Lord Henry, ci aveva avvertito che l’epoca di un sospirato nuovo Edonismo, al cui servizio l’intelletto si sarebbe piegato, presto si sarebbe verificata, dando luogo ad una ricerca del piacere attraverso i cinque sensi, i quali, da tempo immemorabile, ci guidano nella conoscenza del nostro territorio, ma soprattutto nella conoscenza di noi stessi.
E’ curioso vedere come le parole di Oscar Wilde, sembrano riflettere ciò che accade nell’attuale contesto sociale moderno.
L’evidente bisogno di recuperare il comando sulla sfera privata, piuttosto che lasciarsi sopraffare dalla sfera pubblica, oggi è ben chiaro nel campo del consumo. Soprattutto nel consumo di moda dove l’individuo, ancor prima che consumatore, diventa protagonista, attraverso i suoi desideri, a cui l’offerta di mercato deve inevitabilmente far riferimento.
E’ per soddisfare questa chiara ricerca di piacere da parte dell’individuo-consumatore, che il marketing strategico risponde con i nuovi punti vendita innovativi ed emozionali: i concept store.
Ma cos’è un concept store?
La parola concept, oggi molto frequente nel campo della pubblicità, fa riferimento all’idea, il concetto, il tipo di emozione, che il punto vendita intende comunicare. Ecco che allora, mai come oggi, il negozio si trasforma, da luogo tradizionale dove si vende e compra la merce, a luogo che comunica con il consumatore, attraverso ambienti capaci di emozionare. E cosa dunque, è più gradevole del piacere che si prova nell’emozionarsi?
Emozionare. Questo l’obbiettivo dei nuovi punti vendita, e per raggiungere tale scopo, ecco che si escogitano inedite strategie.
E’ così che in Italia, ma anche nelle più belle capitali europee, aumentano i concept store.
A Londra, metropoli famosa come luogo dove nascono e muoiono le tendenze e nuovi modi di comunicare, è presente Muji, catena giapponese, situato a King’s Road, nell’elegante quartiere di Chelsea. L’interno di Muji è stato progettato con l’intento di dare espressione ai valori dell’essenzialità e della semplicità, propri della filosofia nipponica. Entrando in questo negozio, ciò che colpisce da subito è l’estrema ricerca del minimalismo, da comunicare attraverso una proposta di prodotti dal design molto sofisticato, e dall’ambiente stesso, caratterizzato da colori dai toni del bianco crema e nero, ovvero il massimo del rigore minimale. E’ proprio all’interno di un negozio come Muji, che il consumatore può dare sfogo alla crescente voglia di recuperare la consapevolezza dell’importanza della sfera privata, e infatti Muji propone arredo e oggetti per la casa, ma anche cartoleria e capi d’abbigliamento.
Ma senza dubbio, è interessante volgere lo sguardo anche sul panorama dei concept store italiani.
Per esempio, ormai da diversi anni a Riccione,Block 60 situato in Viale Milano a pochi metri da Viale Ceccarini, famoso viale alberato, in cui sorgono alcuni tra i più eleganti negozi d’Italia, è un consolidato luogo di riferimento per chi è interessato a scoprire le ultime novità della moda. Contenitore di tendenze e punto d’incontro per gente alla ricerca di nuove esperienze, Block 60 non manca di offrire emozioni, attraverso i diversi angoli che edificano l’interno di questo negozio. Appena dentro, il consumatore può scegliere tra una piccola libreria, dove trovare rari testi e riviste di design, comunicazione, ma anche di moda o letteratura, oppure soffermarsi nel vicino spazio dedicato alla musica dove diversi dj, si alternano per deliziare le orecchie dei clienti, con le ultime novità in campo musicale. O ancora, proseguendo lungo un corridoio, le cui pareti richiamano l’attenzione per i colori accesi dell’arancione e del verde mela, si arriva nell’area dedicata all’abbigliamento di moda. L’intento di Block 60, è dunque quello di stimolare i sensi del consumatore, attraverso una continua ricerca di idee da proporre.
Ma è nella capitale (ma anche a Milano), che si trova quello che può essere considerato un ottimo esempio di concept store, ovvero TAD, il cui nome completo non a caso è TAD-CONCEPT STORE www.taditaly.com
TAD, si affaccia da qualche anno in Via del Babuino, antica via romana per lo shopping. L’ambiente TAD, particolarmente raffinato, nasce dall’idea di creare un luogo che sappia proporre un lusso privato in un luogo aperto al pubblico. I prodotti proposti e l’atmosfera costruita, rispecchiano le tendenze della moda, anche perché ciò che caratterizza questo luogo, è l’estrema ricercatezza estetica dell’ambiente.Nell’ addentrarsi in esso , la prima sensazione che si ha, è di essere in un museo o in un luogo dedito all’intrattenimento.Da subito la vista, l’udito, il tatto, l’odorato e l’olfatto sono stimolati attraverso i diversi spazi che edificano l’intero ambiente di Tad. Spazi interamente progettati attraverso quella che gli addetti ai lavori chiamano comunicazione polisensoriale.
Sì, perché TAD, sviluppandosi in due piani su una superficie di quasi mille metri quadrati, risulta essere un ambiente eclettico, in cui il consumatore ha l’occasione di mettere in gioco i propri sensi e dunque se stesso. Un luogo in cui il corpo e la mente ritrovano il loro equilibrio originario, grazie ad esempio, all’angolo dedicato ai prodotti per la cura del corpo, proprio in risposta all’esigenza di recupero del proprio spazio privato. Oppure con il ristorante, dove un famoso chef, vizia i palati più raffinati. O ancora lo spazio dedicato alle sperimentazioni artistiche: un laboratorio per tuffarsi nel mondo della creatività; e l’angolo dedicato alle ultime tendenze musicali.
Tutti gli elementi che costituiscono TAD, dall’ uso sapiente delle luci, all’esposizione dei prodotti, contribuisce a creare un luogo in cui a far da padrona di casa è la bellezza. Un luogo in cui il consumatore, prima di tutto sperimenta sensazioni, le quali probabilmente faranno in modo di accendere nel consumatore il desiderio di tornare lì,magari anche per comprare un prodotto che gli evochi quel luogo. Un luogo in cui è lecito sognare, e dove i sogni si confondono con la realtà.

Lucia Mazzetti




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